Due riflessioni su SkyGo – la TV mobile di Sky 12 marzo 2012
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Dati Audience Internet Gennaio 2012 Audiweb 1 marzo 2012
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Perché i numeri su Internet mi fanno molta paura 16 ottobre 2011
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(Riposto anche qui questo mio filmato, trattandosi di un tema, quello dei numeri, che dovrebbe essere di elevato interesse, per i Planner…)
Normalmente sono molto restio a pubblicare video di me medesimo – questa volta comunque lo metto, dato che credo mi sia riuscito bene spiegare perché parlare di numeri sui Social Media mi terrorizza.
Per chi non vuole guardarsi questi 4 minuti: il mio pensiero è che i numeri sono utili, ma solo se sono un po’ sofisticati. O molto sofisticati.
I numeri superficiali non ci dicono in realtà niente, distolgono le aziende dal concentrarsi su obiettivi e relazioni, su sperimentare e fare marketing… ipnotizzate dalla gara ad avere più fan del concorrente.
Spero che possa essere uno spunto interessante e magari aiutare qualcuno a far vedere un po’ di luce al solito cliente che lavora per far crescere un grafico, non per fare dei risultati di business
BTW date anche un’occhiata a quanto d’altro è stato detto nel convegno CPM vs Like, ci sono state tante cose interessanti. Ad esempio qui Mondadori ci parla di risultati sui Social : http://www.youtube.com/user/SettComm#p/u/9/mR19_fpNaCE e qui, si parla Secretary.it che è una bella cosa : http://www.youtube.com/user/SettComm#p/u/10/5_0yC0WzA7E
Ricerca Cisco: per i giovani, Internet è indispensabile come…. 30 settembre 2011
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Perché su Facebook la gente abbandona le marche? 24 settembre 2011
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Vi segnalo un paio di post che raccontano di ricerche su Facebook – specificamente dei motivi per cui si fa l’unlike alle marche, le si smette di seguire.
Premesso che già prendersi la briga di smettere di seguire una marca è un atto di interazione (rispetto a lasciare lì tutto e semplicemente ignorare i messaggi emessi dall’azienda) – il ragionamento più semplice da fare è che si smette di seguire quando si è rotto un meccanismo relazionale. Che forse non c’è mai stato.
Il caso classico è che abbiamo iniziato a seguire una marca per via di una promozione, un concorso. A seconda delle fonti, si stima che questo tipo di driver rappresenti tra un 40 e un 70% delle motivazioni per seguire una marca.
Per approfondimenti sul perché la ggente inizia a seguire le marche, leggete questo post di e-consultancy e questo di Mashable, che ha anche una bella infografica.
Finita l’operazione, cala l’interesse: il nostro driver era basato sull’avidità, era strumentale e funzionale. Della marca di per se’ ci interessa poco e niente, esserle fedeli ancora meno. Quindi si troncano i rapporti, quando fate un’altra promo fatemelo sapere (e come, se non ci segui più su FB?? – vedi alla voce fare adv su Facebook ha parecchio senso, se hai una promo).
L’altro caso classico è che l’azienda ha sbagliato la frequenza di comunicazione: ha postato troppo (rottura di scatole) o ha postato troppo poco (non hanno nulla da dire). O ha postato cose che a me non interessano.
Tutta roba di buon senso, errori che, in teoria, nemmeno un principiante farebbe… e che invece rappresentano la parte più consistenti dei motivi per cui il nostro rapporto social con la persona è fallito.
Possiamo dire che tutto il mondo è paese e che anche la fuori c’è tanta gente che ancora non ha capito (o voluto capire) com’è che si fa per bene.
Andando un po’ più in dettaglio, vi includo un paio di grafici tratti da due post di Allfacebook, che contengono link e sintesi di un paio di ricerche. Eccoli: post 1 e post 2. Dai post estrapolo le immagini chiave:
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| http://www.allfacebook.com/facebook-unlike-report-2011-09 |
Dal primo grafico si vede che la ragione principale è la mancanza di interesse. Vedi alla voce “Attention Economy” – siamo interessanti o siamo morti. Mancanza di interesse verso la marca (e qui ci sta un mondo di branding, di percezione….) o verso i suoi contenuti, e qui c’è da fare dei seri discorsi a chi questi contenuti li ha pensati – soprattutto dal punto di vista della strategia.
Il piano editoriale, la strategia dei contenuti, un po’ di lavoro da Digital Planner…. ma soprattutto mettersi nei panni dei propri lettori invece di essere autoreferenziali… vabbé, lasciamo stare.
Passiamo al secondo grafico:
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| http://www.allfacebook.com/report-your-fans-are-fair-weather-friends-2011-02 |
Stessa storia. Con in più un elemento di Information Overload: ho troppa roba sulla mia pagina, tolgo quella meno rilevante. E tu, cara marca, non sei relevant. Siamo interessanti o siamo morti.
E del resto ne abbiamo già parlato.
5 Infografiche su Google+ 26 luglio 2011
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Ovviamente… Google+ è nato da un paio di settimane e già siamo lì a fare benchmarking, contare utenti, individuare best practice
A fronte di questa fame di informazioni e di “come fare”, segnalo questo interessante articolo, una collezione di infografiche – adatto anche a chi si avvicini ora per la prima volta al Social di casa Google:
- Le principali features di Google+
- Configurare la Privacy su Google+
- Comparazione delle feature di Google+ e Facebook (2 infografiche)
- Comparazione tra Google+, Facebook e Twitter
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Audiweb: i dati di audience a Marzo 2011 16 maggio 2011
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Ecco il solito e consueto aggiornamento dei dati sulla diffusione dell’online in Italia e i dati di audience del mese di marzo 2011 da Audiweb. Con qualche commento e un po’ di prospettiva storica.
Sono 34,4 milioni gli Italiani che dispongono di un collegamento a internet, il 71,5% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 7% su base annua. Come al solito questo dato NON va usato per dire che ci sono 34 milioni di utenti Internet – sarebbe come confondere il possesso di un telefono e il fatto che si telefoni…
Ci sono poi dei dati che vanno interpretati anche sotto l’ottica del Digital Divide, in quanto mostrano una corposa penetrazione di ADSL e di tariffe flat: “Nella maggior parte dei casi, il 66%, le famiglie connesse dichiarano di disporre di un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 94,4% dei casi con ADSL o cavo/fibra ottica). “
Più interessante il fatto che *almeno una volta nel mese* circa 26 milioni di italiani (dai 2 anni di età in su) hanno navigato almeno una volta *usando un PC*. Questo significa una crescita del 12.4% in un anno. E c’è stato un saltino anche rispetto a Febbraio dove erano 25.4 milioni, e i 25.8 milioni di Gennaio e i 25 di Dicembre 2010.
Nulla di pagaronabile però con la crescita dell’Internet Mobile: La disponibilità di un collegamento a internet da cellulare cresce del 50,5% in un anno, raggiungendo 7,3 milioni di persone, il 15,2% della popolazione di riferimento (anche qui, occhio, si parla di disponibilità e sappiamo benissimo che c’è non poca gente che si compra un iPhone figo e non lo usa certo per navigare in mobilità – come vedrete sotto, almeno un 30%)
Ma in un giorno qualunque, quanta gente c’è in rete?
Qui le cifre cambiano:
Sono infatti “solo” 13.3 milioni di utenti presenti in rete nel giorno medio – il che si potrebbe facilmente leggere con “solo un italiano su 4-5 usa Internet tutti i giorni” (ma mi sembrerebbe un po’ sottostimato – anche se è chiaro che la maggior parte degli Italiani va in rete non tutti i giorni). Comunque la crescita sull’anno è del 14.6%
A Febbraio nel giorno medio erano 12,8 milioni, 12,6 a Gennaio, 12 milioni a dicembre 2010, 12,6 a Novembre 2010 (se poi volete farvi delle storiche più arretrate, fate un search su questo blog per “audiweb” così recuperate i post precedenti e vi fate rapidamente una serie).
Hanno navigato per 1 ora e 24 minuti al giorno: qui è sceso il tempo – 1h 37’ a Febbraio, a Gennaio era 1h 40’; consultando in media 174 pagine per persona mentre erano in media 202 a persona a Febbraio, a Gennaio 201 e a Dicembre 2010 erano 183.
Di qui in poi sostanzialmente copio e incollo la press release:
Per quanto riguarda i differenti luoghi di accesso, prevale la disponibilità di accesso da casa che raggiunge 32,4 milioni di Italiani nella fascia considerata, registrando un incremento dell’11,1%. Cresce del 7,6% l’accesso a internet da luogo di lavoro, disponibile per il 40,9% della popolazione occupata (9,3 milioni), mentre si registrano percentuali di penetrazione inferiori per quanto riguarda l’accesso da luogo di studio (disponibile per il 6,5% dei casi, ovvero 3,1 milioni di Italiani tra gli 11 e i 74 anni) e da altri luoghi quali internet point, biblioteche, ecc (il 4% dei casi, ovvero 1,9 milioni).
L’accesso a internet da cellulare/smartphone/PDA è disponibile per 7,3 milioni di individui, il 15,2% degli Italiani nella fascia considerata dalla ricerca, con un incremento del 50,5% su base annua. In particolare, il 62,7% di coloro che possono accedere a internet dal proprio cellulare o smartphone dichiara di effettuare almeno una delle attività legate alla navigazione su internet. Tra le attività più citate: per il 50,4% navigare su internet, il 27,6% inviare/ricevere e-mail, il 26,6% consultare motori di ricerca, il 24,7% accedere ai social network, il 19,6% consultare itinerari/mappe. Quote comprese tra il 10% e il 19% per altre attività come scaricare applicazioni, consultare il meteo, consultare siti di news, guardare video online, scaricare musica.
In generale, può accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento il 73,6% degli uomini e il 69,5% delle donne; in particolare l’86,8% dei giovani tra gli 11 e i 17 anni, l’87% dei 18-34enni e il 78,9% dei 35-54enni, di tutte le aree geografiche d’Italia con livelli di concentrazione simili nel Nord e nel Centro (circa 75%) ad eccezione dell’area Sud e Isole che presenta una percentuale più contenuta (65,7%).
Il profilo professionale di chi dichiara di avere un accesso a internet da almeno uno dei luoghi considerati, attraverso computer o cellulare, risulta abbastanza elevato, con i più alti livelli di concentrazione tra gli imprenditori e liberi professionisti (97,8%), i dirigenti, quadri e docenti universitari (97,4%) e gli impiegati e insegnanti (93,8%). La diffusione dell’online, infine, raggiunge una copertura quasi totale tra gli studenti universitari (99% dei casi) e tra i laureati (97,3%).
Nel giorno medio risultano online 5,8 milioni di donne (il 21,3% delle donne italiane dai 2 anni in su) e 7,5 milioni di uomini (il 27,5% degli uomini italiani dai 2 anni in su), principalmente tra i 35 e i 54 anni (6,3 milioni, il 34,6% della popolazione della fascia d’età considerata) e tra i 25 e i 34 anni (2,7 milioni, il 34,7% della fascia d’età considerata). Il 30,8% dei giovani tra i 18 e i 24 anni (1,4 milioni di utenti attivi) ha navigato almeno una volta nel mese, trascorrendo in media 1 ora e 33 minuti al giorno e consultando 207 pagine per persona.
Analizzando più in dettaglio il profilo sociodemografico degli utenti attivi nel giorno medio, emerge che il 51,6% possiede un diploma superiore o tecnico e il 18,7% è laureato.
Il 30,6% degli utenti attivi nel giorno medio proviene dall’area Nord Ovest (in cui spicca la regione Lombardia con il 19,9% degli utenti attivi) e altrettanti dall’area Sud e Isole (con la Campania rappresentata dal 7,9% degli utenti attivi),
Gli utenti attivi provenienti dal Centro sono il 17,1% (con la regione Lazio rappresentata nell’8,4% dei casi), mentre quelli provenienti dal Nord Est sono il 16,8% (in particolare dalla regione Veneto con il 7,5% dei casi).
Di seguito vi incollo i grafici contenuti nella press release, che magari servono.
Share and Enjoy.
Un po’ di note a pie’ di pagina:
Audiweb Trends è il report trimestrale sui dati sintetici della Ricerca di Base Audiweb sulla diffusione dell’online in Italia che contribuisce alla definizione dell’universo degli utenti internet (individui di 11-74 anni) descrivendone i profili socio-demografici e attitudinali.
La Ricerca di Base fornisce la percentuale di popolazione che ha accesso a internet (a livello potenziale) declinato su ogni profilo socio-demografico. I risultati della Ricerca garantiscono la corretta ponderazione ed estensione del panel all’universo degli individui 2-10 anni e oltre 74 anni indispensabile per produrre i dati di audience disponibili in Audiweb View (dati mensili sull’intera offerta editoriale) e Audiweb Database (dati quotidiani sui siti degli editori iscritti), per la stima dell’effettivo utilizzo di internet da casa, ufficio e altri luoghi da parte della popolazione italiana 2+.
Le sintesi dei report sono disponibili sul sito audiweb.it per tutti gli utenti registrati e in forma completa per tutti gli abbonati attraverso le principali aziende di elaborazione dati per la pianificazione pubblicitaria.
Italia: Internet e i 12-14 (Ricerca). Supera la TV? 1 dicembre 2010
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Come ogni anno ecco i dati su Adolescenti e Internet attraverso una ricerca promossa dalla Società Italiana di Pediatria.
L’edizione 2010 dell’indagine: ‘Abitudini e Stili di vita degli adolescenti’ svolta su un campione di 1.300 studenti di età compresa tra gli 12 e i 14 anni ci dice alcune cose interessanti. La presentazione della ricerca sarà il 2 Dicembre, ecco alcune anticipazioni.
La prima, scontata, forse, è che socializzare in Rete è molto importante, e che Internet supera la TV. Per la prima volta, il numero di ragazzi che passano più di tre ore al giorno (!) in rete – pari al 17.2% supera quello dei ragazzi che fanno lo stesso davanti alla TV (15.3% – cifra che è crollata in un anno, era al 22%).Risultato preoccupante per certi inserzionisti pubblicitari, mi viene da dire.
Seconda cosa interessante: son quasi il 69% le femmine 12-14 in rete, contro il 66% scarso dei maschi.
Terza, quasi scontata: Facebook. Ha il profilo circa il 67% del campione, e l’anno scorso era il 50%. Insomma, tocca proprio esserci, a quell’età.
Quarta: si conferma il ventilato crollo dei blog: nel 2009 ne aveva uno il 41% abbondante, oggi è crollato al 17%. Anche se secondo me questo non significa la morte dei blog in assoluto: i blog di persone che hanno cose importanti da dire, da diffondere secondo me resteranno vivi, utili, seguiti. Per un ragazzo di questa età, spesso, il tipo di contenuto erogato su un blog funziona proprio meglio su FB e simili.
Quando ti colleghi a Internet ti capita di: (spesso)
| 2010 | Maschi | Femmine | |
| Utilizzare You Tube | 77,5% | 78,2% | 76,7% |
| Chattare | 69,0% | 65,3% | 73,5% |
| Scaricare e condividere musica/immagini/video | 69,0% | 69,7% | 68,1% |
| Cercare informazioni | 67,5% | 65,9% | 69,4% |
| Utilizzare facebook, twitter, etc | 64,7% | 61,1% | 69,1% |
| Giocare | 53,1% | 59,6% | 45,0% |
| Utilizzare messenger | 46,3% | 44,7% | 48,1% |
| Partecipare a forum | 10,0% | 12,9% | 6,3% |
Un’ultima nota interessante, anche se un po’ laterale rispetto ai dati Internet. Alla domanda “di chi ti puoi fidare”, da notare chi si piazza in fondo alla classifica…
Secondo te, ci si può sempre fidare delle seguenti figure?
| 2009 | 2010 | Maschi | Femmine | |
| Genitori | - | 88,4% | 85,9% | 91,5% |
| Amici | - | 64,3% | 63,8% | 64,9% |
| Poliziotti/Carabinieri | 64,1% | 58,8% | 56,3% | 61,9% |
| Insegnanti | 56,9% | 55,3% | 52,1% | 59,1% |
| Medici | 61,2% | 52,1% | 53,9% | 49,7% |
| Preti | 56,3% | 39,1% | 39,2% | 39,1% |
| Soldati | 46,0% | 36,5% | 40,3% | 31,8% |
| Giudici | 36,25% | 30,1% | 30,8% | 29,2% |
| Giornalisti | 9,7% | 10,9% | 12,4% | 9,0% |
| Uomini politici | 7,2% | 6,6% | 6,8% | 6,4% |












