Due riflessioni su SkyGo – la TV mobile di Sky


Come avrete probabilmente visto, anche in Italia Sky sta spingendo parecchio su SkyGo, l’applicazione mobile gratuita (ma solo per gli abbonati Sky) che permette di avere una selezione di canali Sky in streaming mobile su PC, Tablet e iPhone.
Altri hanno già parlato dell’app in se’ (e non è nelle corde di questo blog fare recensioni tecnologiche). Quello che ho capito dalla presentazione cui ho assistito e che mi sembra interessante è…
a) Si conferma che la TV sembra sempre più destinata ad essere una faccenda di contenuti più che non di device. Con l’idea di fruire dei contenuti che interessano nel modo più pratico secondo il proprio contesto.
Quella di SkyGo dovrebbe essere l’inizio di un percorso che coinvolgerà molti schermi e molte modalità di fruizione della TV.
b) Di conseguenza, se la cosa avrà successo (e mi risulta che i download dell’applicazione siano stati un numero elevato, da vedere quanto sarà usata regolarmente) c’è da farsi domande sull’impatto sulla banda mobile disponibile… anche se si deve riflettere che probabilmente il vero campo applicativo della TV mobile sarà in ufficio o a casa, via WiFi – anche per i costi di connessione del 3G…
A margine da considerare il fattore rischio della connessione mobile: se la si usa in 3G e la cella è satura, la gente capirà che “la colpa” è dei provider telefonici o se la prenderà con Sky? (comunque l’app ha un sistema per adattare la qualità dell’immagine alla banda disponibile…)
c) Ancora più interessante è però il fatto che la fruizione ad personam apre strade interessanti per il mondo della pubblicità personalizzata sulla TV – di cui avevo già tanto tempo fa parlato quando si rifletteva solo sulla TV via IP, quindi tendenzialmente in ambito domestico.
La possibilità di sapere chi sta guardando cosa, magari accedere al suo profilo (d’altra parte è un cliente, di cui si ha una storia…) e incrociare tutto questo con la sua posizione geografica…a naso vedo interessanti potenzialità di sperimentazione.
Al momento non è comunque ancora prevista la vendita degli spazi su SkyGo in modalità separata dalla vendita su Sky vero e proprio. Ma chissà… se la macchina gira, possiamo aspettarcelo.
Certo è che, con gli ingenti investimenti in tecnologia che hanno dovuto fare (inclusi i servizi di distribuzione dei dati…) si aspettano di trasformare quest’operazione da un costo a una fonte di extra profitti in tempi… brevi? Ragionevoli? Prima o poi?
d) L’app è gratuita.. per i clienti Sky. Che possono vedere (solo) i canali dei bouquet cui sono abbonati.
Evidentemente, coi tempi che corrono, chiedere dei soldi extra ai clienti non è cosa… per cui ci si è focalizzzati a dare, allo stesso costo totale, un valore aggiunto ai clienti – anche per tenerli stretti e fidelizzati (anche difensivamente verso il Digitale Terrestre).
Da capire se un giorno passerà a pagamento (a loro evidentemente piacerebbe) e/o se si aprirà in qualche modo ai non clienti Sky. Ipotizzando offerte “light” o di prova… usando anche SkyGo come sampling dell’abbonamento televisivo, senza complessità di acquisizione di nuovo hardware (decoder) per provarlo in TV.
e) Di sicuro da seguire con attenzione cosa succederà durante le Olimpiadi – e l’impatto che poterle vedere in mobilità avrà sull’audience (e sull’acquisto del pacchetto sport sulla TV); dato che questo è proprio il classico evento che, per gli appassionati, ha il forte limite degli orari che non sempre si sovrappongono bene con gli impegni lavorativi. Recuperando quindi, con il mobile, audience difficili da fare sulla TV.
f) L’entrata dei device mobili andrà a incasinare ulteriormente i meccanismi di monitoraggio delle audience televisive; Auditel ormai mostra serissimi limiti di tracciare bene il consumo televisivo, specialmente sui “new media”.
g) Da notare la forte sovrapposizione tra possesso di Sky e di device tecnologici. Il 73% circa dei loro abbonati ha l’HD televisivo e l’83% ha un PC in casa.
h) Di qui alla TV interattiva vera e propria, il passo è breve. O forse lunghissimo (io è da una quindicina d’anni che ci studio – avendo partecipato anche a progetti di ricerca europei come AMUSE).
Che la TV possa diventare interattiva, lo sappiamo tutti, Come ciò debba essere fatto e come (ma anche se) la gente è disposta ad usare la TV interattiva… è ancora tutto da capire. Attendiamoci qualche sperimentazione, direi. Magari partendo da “companion app” molto social media, tipo quella realizzata per X-Factor che, devo dire, non era niente male.
Altro degno di nota:
– il fatto che la piattaforma SkyGo potrebbe essere potenzialmente essere aperta a canali di terzi, chissà.
– scordatevi di usarla all’estero. Con l’eccezione dei contenuti prodotti da loro (in primis Sky TG 24) non hanno (ovviamente) i costosi diritti per diffondere fuori dall’Italia i contenuti televisivi, quindi bloccano l’accesso ai canali dall’estero…

Dati Audience Internet Gennaio 2012 Audiweb


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Ecco i dati sulla diffusione dell’online in Italia: dati di audience Audiweb del mese di Gennaio 2012, commentati con un occhio da Digital Planner 😉
Insomma, il solito e consueto aggiornamento mensile, con qualche commento e un po’ di prospettiva storica – con un confronto di dati che non trovate facilmente altrove ;-).
Se vi serve vi ricordo che in questo mio post precedente trovate i dati mensili per tutto il 2011, se volete farvi grafici e statistiche.
Quanti siamo online a Gennaio 2012?
A Gennaio 2012 L’audience online è di 27.7 milioni di italiani che si sono connessi alla Rete (tramite un computer) almeno una volta nel mese (sai che sforzo… ;-). Questo equivale ad una crescita del 7% rispetto a Gennaio 2011, che non è tantissimo rispetto ai periodi precedenti.
Rispetto a Dicembre 2011 abbiamo recuperato mezzo milione di persone – in parte user che si erano probabilmente eclissati causa vacanze, più un po’ di user nuovi.
In sostanza, a Dicembre 2011 eravamo 27,2 milioni. A novembre eravamo 27  contro i 27.3 di Ottobre.
Quanti italiani trovo online nel giorno medio? 
Nel giorno medio gli utenti di Gennaio 2012 sono 13,4 milioni. Crescita anno su anno +6,2%.
Ma… a Dicembre erano 12,7 milioni e a Novembre 2011… ugualmente 13,4 milioni.
(se poi volete farvi delle storiche più arretrate, fate un search su questo blog per “Audiweb” così recuperate i post precedenti e vi fate rapidamente una serie).
Quanto si sta online, ogni giorno? 
Dalla press release mi sembra di capire che mediamente si sta in rete 1 ora e 23 minuti (loro scrivono 1 minuto e 23 secondi, ma dubito sia giusto). Qui siamo inferiori certi numeri del passato.
Per capirci: a Dicembre (vacanze, Natale…) 1 ora e 18 minuti, contro Novembre che valeva 1h 23’… però se andiamo più indietro:  Marzo 1 h 24′ al giorno, 1h 37’ a Febbraio, a Gennaio era 1h 40’.
Quindi in un anno ci siamo persi 17 minuti al giorno. Da capire perché e cosa vuol dire.
Quante pagine si vedono? 
Recupero del calo natalizio nel breve per le le pagine viste: a Gennaio sono state 165 pagine a persona mentre a Dicembre sono state 152.
Guardiamo però anche a Novembre 2011 dove si sono visitate 160 pagine per persona…rispetto alle 171 di Settembre e le 201 di Gennaio 2011.
Anche qui registriamo un calo su base annuale.
Di qui in poi sostanzialmente copio e incollo il resto della press release e le tabelle:
L’audience nel giorno medio registra una crescita del 6,2%, con 13,4 milioni di utenti attivi che hanno consultato in media 165 pagine per persona collegati per 1 minuto e 23 secondi.
Nel giorno medio risultano online 7,3 milioni di uomini (il 26,8% della popolazione di riferimento)e 6 milioni di donne (il 22% della popolazione di riferimento), principalmente 35-54enni (il 46,4% degli uomini online e il 48,4% delle donne online) e prevalentemente dalle aree geografiche Nord Ovest e Sud – Isole (entrambe con il 29,9% degli utenti attivi nel giorno medio).
I giovani tra i 18 e i 24 anni rappresentano la fetta di popolazione online più attiva: sono 1,3 milioni, il 9,7% degli utenti nel giorno medio, restano online in media per 1 ora e 44 minuti al giorno e consultano 238 pagine per persona.
Per quanto riguarda l’uso del mezzo nelle diverse fasce orarie del giorno, si registra una significativa attività tra le ore 9:00 e le 12:00 (5,7 milioni di utenti attivi) e una presenza più consistente nelle ore pomeridiane, con 7 milioni di utenti attivi tra le 15 e le 18, raggiungendo il valore più alto di 7,1 milioni tra le 18 e le 21. L’ultima fascia serale, tra le 21 e la mezzanotte, registra 5,3 milioni di utenti attivi, online in media per 36 minuti con 70 pagine per persona.
Dato che pregano di citare, io cito:
Le sintesi dei report sono disponibili sul sito http://www.audiweb.it per tutti gli utenti registrati e in forma completa per tutti gli abbonati attraverso le principali aziende di elaborazione dati per la pianificazione pubblicitaria.
*Audiweb Database presenta la stima dell’utilizzo effettivo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su, che si sono collegati almeno una volta attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi.
Audiweb Database contiene i dati quotidiani di navigazione sui siti degli editori iscritti ad Audiweb.
Legenda
Utenti attivi nel giorno medio (Reach Daily) = fruitori per almeno un secondo del mezzo (Brand/Channel) nel giorno medio del periodo selezionato.
Utenti attivi (Reach) = fruitori per almeno un secondo del mezzo nell’intero periodo di durata della rilevazione.
Connessi: individui che hanno accesso potenziale a Internet.
Si prega di citare nella diffusione dei dati Audiweb elementi tecnici quali: la fonte, il nome del report, l’universo di riferimento e le date di rilevazione.
Audiweb
Audiweb è il soggetto realizzatore e distributore dei dati sulla audience online. Il suo obiettivo primario è fornire informazioni oggettive e imparziali al mercato, di carattere quantitativo e qualitativo, sulla fruizione del mezzo Internet e sui sistemi online utilizzando opportuni strumenti di rilevazione.
Audiweb è un Joint Industry Committee guidato dal Presidente Enrico Gasperini e composto da tutti gli operatori del mercato: Fedoweb, associazione degli editori online; UPA Utenti Pubblicità Associati, che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali che investono in pubblicità; e Assap Servizi, l’azienda di servizi di AssoComunicazione, associazione delle agenzie e centri media operanti in Italia.

Perché i numeri su Internet mi fanno molta paura


http://www.flickr.com/photos/ssoosay/

(Riposto anche qui questo mio filmato, trattandosi di un tema, quello dei numeri, che dovrebbe essere di elevato interesse, per i Planner…)

Normalmente sono molto restio a pubblicare video di me medesimo – questa volta comunque lo metto, dato che credo mi sia riuscito bene spiegare perché parlare di numeri sui Social Media mi terrorizza.

 

Per chi non vuole guardarsi questi 4 minuti: il mio pensiero è che i numeri sono utili, ma solo se sono un po’ sofisticati. O molto sofisticati.

 

I numeri superficiali non ci dicono in realtà niente, distolgono le aziende dal concentrarsi su obiettivi e relazioni, su sperimentare e fare marketing… ipnotizzate dalla gara ad avere più fan del concorrente.

 

Spero che possa essere uno spunto interessante e magari aiutare qualcuno a far vedere un po’ di luce al solito cliente che lavora per far crescere un grafico, non per fare dei risultati di business 😉

 

BTW date anche un’occhiata a quanto d’altro è stato detto nel convegno CPM vs Like, ci sono state tante cose interessanti. Ad esempio qui Mondadori ci parla di risultati sui Social : http://www.youtube.com/user/SettComm#p/u/9/mR19_fpNaCE e qui, si parla Secretary.it che è una bella cosa : http://www.youtube.com/user/SettComm#p/u/10/5_0yC0WzA7E

 

Ricerca Cisco: per i giovani, Internet è indispensabile come….


Cisco ha commissionato uno studio su Internet, che ha riguardato anche i giovani, specificamente studenti di college e giovani al primo impiego in 14 paesi del mondo.
Tra i risultati chiave emerge che Internet è considerato una risorsa fondamentale dell’uomo, come l’aria o l’acqua: un tool indispensabile di cui non si potrebbe più fare a meno. Oltre il 50% degli intervistati si è detto incapace di vivere senza Internet, che è ormai parte integrale della propria vita.
I Social Media sono in grado di influenzare fortemente i giovani, a volte più delle persone con cui si è in relazione “fisica”; un influenza che non può essere sottovalutata data la penetrazione elevatissima di questi ambienti sul target della ricerca.
Per loro la tecnologia più fondamentale sono i device mobili, con gli smartphone che si riconfermano essere sulla corsia del sorpasso ai PC. Device mobili che stanno portando seri colpi all’uso dei altri media, come la TV. Scarso il consumo di libri di carta, al di fuori dei testi scolastici.
Per i giovani che lavorano: sono praticamente tutti su Facebook. E il 70% è “amico” su FB dei propri capi. Con tutte le conseguenze di commistione tra vita privata e pubblica, personale e lavorativa che molti di noi già conoscono bene.
Maggiori informazioni sulla ricerca Cisco Connected World Technology Report 2011 le trovate qui.
E qui trovate anche l’ormai inevitabile infografica

Perché su Facebook la gente abbandona le marche?


Vi segnalo un paio di post che raccontano di ricerche su Facebook – specificamente dei motivi per cui si fa  l’unlike alle marche, le si smette di seguire.

Premesso che già prendersi la briga di smettere di seguire una marca è un atto di interazione (rispetto a lasciare lì tutto e semplicemente ignorare i messaggi emessi dall’azienda) – il ragionamento più semplice da fare è che si smette di seguire quando si è rotto un meccanismo relazionale. Che forse non c’è mai stato.

Il caso classico è che abbiamo iniziato a seguire una marca per via di una promozione, un concorso. A seconda delle fonti, si stima che questo tipo di driver rappresenti tra un 40 e un 70% delle motivazioni per seguire una marca.

Per approfondimenti sul perché la ggente inizia a seguire le marche, leggete questo post di e-consultancy e questo di Mashable, che ha anche una bella infografica.

Finita l’operazione, cala l’interesse: il nostro driver era basato sull’avidità, era strumentale e funzionale. Della marca di per se’ ci interessa poco e niente, esserle fedeli ancora meno. Quindi si troncano i rapporti, quando fate un’altra promo fatemelo sapere (e come, se non ci segui più su FB?? – vedi alla voce fare adv su Facebook ha parecchio senso, se hai una promo).

L’altro caso classico è che l’azienda ha sbagliato la frequenza di comunicazione: ha postato troppo (rottura di scatole) o ha postato troppo poco (non hanno nulla da dire). O ha postato cose che a me non interessano.

Tutta roba di buon senso, errori che, in teoria, nemmeno un principiante farebbe… e che invece rappresentano la parte più consistenti dei motivi per cui il nostro rapporto social con la persona è fallito.

Possiamo dire che tutto il mondo è paese e che anche la fuori c’è tanta gente che ancora non ha capito (o voluto capire) com’è che si fa per bene.

Andando un po’ più in dettaglio, vi includo un paio di grafici tratti da due post di Allfacebook, che contengono link e sintesi di un paio di ricerche. Eccoli: post 1 e post 2. Dai post estrapolo le immagini chiave:

http://www.allfacebook.com/facebook-unlike-report-2011-09

Dal primo grafico si vede che la ragione principale è la mancanza di interesse. Vedi alla voce “Attention Economy” – siamo interessanti o siamo morti. Mancanza di interesse verso la marca (e qui ci sta un mondo di branding, di percezione….) o verso i suoi contenuti, e qui c’è da fare dei seri discorsi a chi questi contenuti li ha pensati – soprattutto dal punto di vista della strategia.

Il piano editoriale, la strategia dei contenuti, un po’ di lavoro da Digital Planner…. ma soprattutto mettersi nei panni dei propri lettori invece di essere autoreferenziali… vabbé, lasciamo stare.

Passiamo al secondo grafico:

http://www.allfacebook.com/report-your-fans-are-fair-weather-friends-2011-02

Stessa storia. Con in più un elemento di Information Overload: ho troppa roba sulla mia pagina, tolgo quella meno rilevante. E tu, cara marca, non sei relevant. Siamo interessanti o siamo morti.

E del resto ne abbiamo già parlato.

5 Infografiche su Google+


Ovviamente… Google+ è nato da un paio di settimane e già siamo lì a fare benchmarking, contare utenti, individuare best practice 😉

A fronte di questa fame di informazioni e di “come fare”, segnalo questo interessante articolo, una collezione di infografiche – adatto anche a chi si avvicini ora per la prima volta al Social di casa Google:

– Le principali features di Google+

– Configurare la Privacy su Google+

– Comparazione delle feature di Google+ e Facebook (2 infografiche)

– Comparazione tra Google+, Facebook e Twitter

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Audiweb: i dati di audience a Marzo 2011


Ecco il solito e consueto aggiornamento dei dati sulla diffusione dell’online in Italia e i dati di audience del mese di marzo 2011 da Audiweb. Con qualche commento e un po’ di prospettiva storica.

Sono 34,4 milioni gli Italiani che dispongono di un collegamento a internet, il 71,5% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 7% su base annua. Come al solito questo dato NON va usato per dire che ci sono 34 milioni di utenti Internet – sarebbe come confondere il possesso di un telefono e il fatto che si telefoni…

Ci sono poi dei dati che vanno interpretati anche sotto l’ottica del Digital Divide, in quanto mostrano una corposa penetrazione di ADSL e di tariffe flat: “Nella maggior parte dei casi, il 66%, le famiglie connesse dichiarano di disporre di un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 94,4% dei casi con ADSL o cavo/fibra ottica). “

Più interessante il fatto che *almeno una volta nel mese* circa 26 milioni di italiani (dai 2 anni di età in su) hanno navigato almeno una volta *usando un PC*. Questo significa una crescita del 12.4% in un anno. E c’è stato un saltino anche rispetto a Febbraio dove erano 25.4 milioni, e i 25.8 milioni di Gennaio e i 25 di Dicembre 2010.

Nulla di pagaronabile però con la crescita dell’Internet Mobile: La disponibilità di un collegamento a internet da cellulare cresce del 50,5% in un anno, raggiungendo 7,3 milioni di persone, il 15,2% della popolazione di riferimento (anche qui, occhio, si parla di disponibilità e sappiamo benissimo che c’è non poca gente che si compra un iPhone figo e non lo usa certo per navigare in mobilità – come vedrete sotto, almeno un 30%)

Ma in un giorno qualunque, quanta gente c’è in rete?

Qui le cifre cambiano:

Sono infatti “solo” 13.3 milioni di utenti presenti in rete nel giorno medio – il che si potrebbe facilmente leggere con “solo un italiano su 4-5 usa Internet tutti i giorni” (ma mi sembrerebbe un po’ sottostimato – anche se è chiaro che la maggior parte degli Italiani va in rete non tutti i giorni). Comunque la crescita sull’anno è del 14.6%

A Febbraio nel giorno medio erano 12,8 milioni, 12,6 a Gennaio, 12 milioni a dicembre 2010, 12,6 a Novembre 2010 (se poi volete farvi delle storiche più arretrate, fate un search su questo blog per “audiweb” così recuperate i post precedenti e vi fate rapidamente una serie).

Hanno navigato per 1 ora e 24 minuti al giorno: qui è sceso il tempo – 1h 37’ a Febbraio, a Gennaio era 1h 40’; consultando in media 174 pagine per persona mentre erano in media 202 a persona a Febbraio, a Gennaio 201 e a Dicembre 2010 erano 183.

Di qui in poi sostanzialmente copio e incollo la press release:

Per quanto riguarda i differenti luoghi di accesso, prevale la disponibilità di accesso da casa che raggiunge 32,4 milioni di Italiani nella fascia considerata, registrando un incremento dell’11,1%. Cresce del 7,6% l’accesso a internet da luogo di lavoro, disponibile per il 40,9% della popolazione occupata (9,3 milioni), mentre si registrano percentuali di penetrazione inferiori per quanto riguarda l’accesso da luogo di studio (disponibile per il 6,5% dei casi, ovvero 3,1 milioni di Italiani tra gli 11 e i 74 anni) e da altri luoghi quali internet point, biblioteche, ecc (il 4% dei casi, ovvero 1,9 milioni).

L’accesso a internet da cellulare/smartphone/PDA è disponibile per 7,3 milioni di individui, il 15,2% degli Italiani nella fascia considerata dalla ricerca, con un incremento del 50,5% su base annua. In particolare, il 62,7% di coloro che possono accedere a internet dal proprio cellulare o smartphone dichiara di effettuare almeno una delle attività legate alla navigazione su internet. Tra le attività più citate: per il 50,4% navigare su internet, il 27,6% inviare/ricevere e-mail, il 26,6% consultare motori di ricerca, il 24,7% accedere ai social network, il 19,6% consultare itinerari/mappe. Quote comprese tra il 10% e il 19% per altre attività come scaricare applicazioni, consultare il meteo, consultare siti di news, guardare video online, scaricare musica.

In generale, può accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento il 73,6% degli uomini e il 69,5% delle donne; in particolare l’86,8% dei giovani tra gli 11 e i 17 anni, l’87% dei 18-34enni e il 78,9% dei 35-54enni, di tutte le aree geografiche d’Italia con livelli di concentrazione simili nel Nord e nel Centro (circa 75%) ad eccezione dell’area Sud e Isole che presenta una percentuale più contenuta (65,7%).

Il profilo professionale di chi dichiara di avere un accesso a internet da almeno uno dei luoghi considerati, attraverso computer o cellulare, risulta abbastanza elevato, con i più alti livelli di concentrazione tra gli imprenditori e liberi professionisti (97,8%), i dirigenti, quadri e docenti universitari (97,4%) e gli impiegati e insegnanti (93,8%). La diffusione dell’online, infine, raggiunge una copertura quasi totale tra gli studenti universitari (99% dei casi) e tra i laureati (97,3%).

Nel giorno medio risultano online 5,8 milioni di donne (il 21,3% delle donne italiane dai 2 anni in su) e 7,5 milioni di uomini (il 27,5% degli uomini italiani dai 2 anni in su), principalmente tra i 35 e i 54 anni (6,3 milioni, il 34,6% della popolazione della fascia d’età considerata) e tra i 25 e i 34 anni (2,7 milioni, il 34,7% della fascia d’età considerata). Il 30,8% dei giovani tra i 18 e i 24 anni (1,4 milioni di utenti attivi) ha navigato almeno una volta nel mese, trascorrendo in media 1 ora e 33 minuti al giorno e consultando 207 pagine per persona.

Analizzando più in dettaglio il profilo sociodemografico degli utenti attivi nel giorno medio, emerge che il 51,6% possiede un diploma superiore o tecnico e il 18,7% è laureato.

Il 30,6% degli utenti attivi nel giorno medio proviene dall’area Nord Ovest (in cui spicca la regione Lombardia con il 19,9% degli utenti attivi) e altrettanti dall’area Sud e Isole (con la Campania rappresentata dal 7,9% degli utenti attivi),

Gli utenti attivi provenienti dal Centro sono il 17,1% (con la regione Lazio rappresentata nell’8,4% dei casi), mentre quelli provenienti dal Nord Est sono il 16,8% (in particolare dalla regione Veneto con il 7,5% dei casi).

Di seguito vi incollo i grafici contenuti nella press release, che magari servono.

 

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Un po’ di note a pie’ di pagina:

Audiweb Trends è il report trimestrale sui dati sintetici della Ricerca di Base Audiweb sulla diffusione dell’online in Italia che contribuisce alla definizione dell’universo degli utenti internet (individui di 11-74 anni) descrivendone i profili socio-demografici e attitudinali.

La Ricerca di Base fornisce la percentuale di popolazione che ha accesso a internet (a livello potenziale) declinato su ogni profilo socio-demografico. I risultati della Ricerca garantiscono la corretta ponderazione ed estensione del panel all’universo degli individui 2-10 anni e oltre 74 anni indispensabile per produrre i dati di audience disponibili in Audiweb View (dati mensili sull’intera offerta editoriale) e Audiweb Database (dati quotidiani sui siti degli editori iscritti), per la stima dell’effettivo utilizzo di internet da casa, ufficio e altri luoghi da parte della popolazione italiana 2+.

Le sintesi dei report sono disponibili sul sito audiweb.it per tutti gli utenti registrati e in forma completa per tutti gli abbonati attraverso le principali aziende di elaborazione dati per la pianificazione pubblicitaria.